Torniamo a parlare di scuola


Lo avete notato anche voi? Da un po’ di tempo a questa parte, si parla molto spesso di scuola sui mezzi di comunicazione. Forse non se ne è mai parlato così tanto. In questi giorni poi, avvicinandosi il suono della prima campanella dell’anno, la scuola è sui quotidiani o nei TG praticamente tutti i giorni. Ma di cosa si parla esattamente? Tendenzialmente di Green Pass dei docenti: di come controllare chi lo ha, di quanto vale quello di chi si è vaccinato, di chi deve fare il tampone per ottenerlo perché non vuole vaccinarsi, di chi deve pagare i tamponi per chi non si è vaccinato…

Qualche – rara – volta si allarga il discorso alle questioni “storiche”: le classi pollaio, la mancanza del personale, il tempo che ci vorrà in ogni scuola per completare l’organico, l’entrata in ruolo dei supplenti… Questioni che si ripetono ogni anno, come una sorta di evergreen: se devi parlare di scuola, e non sai cosa dire, pescane una a caso in questo elenco. Tra l’altro sono questioni a cui gli italiani, probabilmente, si sono assuefatti, e non ci fanno più caso.

Bisogna ammettere che ogni tanto c’è anche qualcuno che prova a fare ragionamenti interessanti, ad esempio sulla progettazione degli spazi. Per esempio sul numero di venerdì 30 luglio 2021, la redazione di Corriere Innovazione ha dato spazio all’introduzione scritta dall’architetto Mario Cucinella per il Quaderno «Architettura dell’educazione». In questo caso – per dirla in modo tecnico – si riflette sull’importanza del curricolo implicito.

Peccato che non si parli quasi mai del curricolo esplicito: di cosa e come si deve insegnare ai ragazzi di oggi. In sostanza non si parla mai di didattica.

Come se l’insegnamento fosse un processo automatico, simile a una reazione chimica: Se in una classe scolastica metti una parte di docente e 25/30 parti di studenti, agiti bene, ecco che avverrà l’apprendimento.

Purtroppo non è così semplice. Educare non è un processo chimico in cui a parità di reagenti e condizioni si ottengono gli stessi risultati. Educare è un’arte che chiede di riflettere continuamente sui processi migliori da mettere in atto, sugli stimoli da offrire, sulle tecniche da utilizzare per aiutare uno specifico gruppo di ragazzi, in una particolare situazione, a sviluppare apprendimento.

Parliamo tanto di innovazione in tutti i campi della nostra vita, ma la scuola è ancora ferma a:

docente spiega / alunno ascolta
alunno studia / docente interroga

È come se in una casa ci si rifiutasse di installare una lavatrice perché tanto i panni si sono sempre lavati al fosso; e visto che sono sempre venuti puliti… che bisogno c’è di cambiare se il sistema funzionava?


immagine di copertina di Luisella Planeta Leoni da Pixabay